Volti è la rubrica del Newbookclub in cui i soci scriventi possono mostrare se stessi oltre la comunità, la scrittura e la lettura. Ogni edizione include una breve intervista e una raccolta fotografica, che catturano i tratti più intimi della persona intervistata, partendo da una chiacchierata informale e raccogliendo foto che parlano della sua quotidianità.
Oggi Ari ci racconta un po’ di sé.
«Quando penso al Newbookclub mi viene da sorridere, per me è l’esperienza positiva per eccellenza. Sento che il mio corpo si apre in un sorriso spontaneo, è uno spazio di rilassamento, di apertura, in cui io mi sento accolto, in cui le persone sono disposte a condividere qualcosa di sé. È bello scrivere, è bello leggere, mi piace molto la disponibilità delle persone che ci stanno, a partire dagli organizzatori e a proseguire con tutte le persone che gravitano e ne fanno parte.
Ho cominciato nello spazio di Arcigay dove ha organizzato Gaia, io sono andato prima lì, eravamo due o tre, e non osavo pensare cosa c’era dietro, quanto fosse grande questa realtà, e quanto fosse facile condividere con le persone cose abbastanza personali. Perché anche quando scrivi un racconto o una cosa che non ti riguarda, in realtà ti riguarda sempre… È sempre intimo quello che si ha da dire, quello che si ha da leggere.»
«Io non ho difficoltà a leggere ad altri. Ricordo con chiarezza gli incontri, i luoghi, e quanto sia bello stare insieme in questi spazi sempre diversi, sentire che non sei giudicato minimamente, e anche la mia tendenza a essere un po’ severo con gli altri si è arginata tantissimo. Io sento di avere una severità di base, un po’ data dalla mia educazione, un po’ caratteriale. Dentro il Newbookclub sento un’indulgenza, una capacità di accogliere maggiore. Il Newbookclub è un bel sorriso che mi spunta sulla faccia ogni qualvolta ho possibilità di andare a un evento, perché tutte le persone che ne fanno parte in qualche modo è come se appena varcano questa soglia danno il meglio. Le persone diventano migliori. Forse è proprio perché Palermo è uno spazio inospitale che ha bisogno di spazi ospitali, perché magari vediamo tanto degrado, tanto abbandono, e il Newbookclub è uno spazio di cura reciproca.»
«Iniziai a leggere e scrivere assieme, a sette anni. La lettura e la scrittura sono entrate nella mia vita di pari passo, ho cominciato a leggere libri all’età di circa sette anni, e la scrittura è entrata praticamente in quel periodo. Avevo proprio i quadernetti, piccoli diari, scrivevo piccole poesie… “La farfalla vola ed è bellissima” in quei quadernetti rosa che regalano alle bambine della scuola elementare.»
«A casa mia non c’erano libri, perché mia mamma e mio papà non leggevano solo riviste, non erano amanti della lettura. Allora andavo da mia nonna, che aveva la sua libreria di harmony: Nicholas Sparks, Danielle Steel… tutti quegli autori che parlano di storie d’amore struggenti e sogni infranti. Il mio primo contatto coi libri è stato con questa libreria assurda. Il mio primo libro è stato “Piccole Donne”, perché era uno dei pochi titoli per me accessibili, di quei libri che trovavi a mille lire in bancarella, edizione vecchia tutta colorata… Dopo, una sequela di romanzi rosa, Rosamunde Pilcher! La Cornovaglia! Mi sono ritrovato a sguazzare nella Cornovaglia per non so quanti libri, finché poi arrivo in quarta o quinta elementare e ho la fortuna di incontrare libri un po’ più carini: “Le avventure di Tom Sawyer”, “Peter Pan”, questi classici per bambini… il libro “Cuore”… che oltre tutto sto rileggendo adesso insieme a Diego, perché vogliamo un po’ riderci su e un po’ vedere che cosa ha ancora da dirci, se ha ancora qualcosa da dirci.»
«Se la lettura era il modo di allontanarmi dalla mia vita reale, la scrittura era il modo per andarci troppo a fondo forse, nel senso che le cose che scrivevo magari le riprendevo dopo anni ed erano veramente roba da paura. Era come se riversassi tutto il mio disagio nella scrittura, a volte ne venivano fuori cose carine però… Invece con il Newbookclub è stata tutta un’altra cosa, perché l’idea di dover condividere con altre persone mi ha fatto interiorizzare il dovere verso gli altri di non essere un vomitatoio, non puoi arrivare e fare psicoterapia al Newbookclub, io non lo apprezzo quando gli altri lo fanno, quindi utilizzo il mio linguaggio con onestà, con sincerità. Questa cosa ha un risvolto ottimo perché rendo capace me stesso, attraverso questa responsabilità collettiva, di produrre delle cose che siano mie, che siano sincere, che siano anche specchio di emozioni a volte forti a volte negative, però con la giusta misura.»
«Cantavo già da piccolissimo, ho cominciato con le canzoni Disney come molte persone, e poi verso l’adolescenza mi sono appassionato al canto lirico, quindi all’opera, anche alla musica da camera. Verso i quindici anni ho studiato un po’ di canto lirico privatamente, facevo parte del coro della scuola, poi l’ho lasciato e ho cominciato a fare teatro.
Ho fatto teatro per diversi anni, con Maurizio Spicuzza, un’istituzione a Palermo perché a differenza di altri, anziché dirti “rimani con me” ti dice “vattinni”, prepara le persone per le accademie di arte drammatica. Io ci ho provato ad andarmene, non ci sono riuscito, mi hanno scartato più di una volta, insomma mi sono demotivato, ho detto forse il mondo del teatro non è adatto a me.
Un po’ con la coda tra le gambe sono tornato a studiare canto in conservatorio, ma ho scoperto che era un covo di bisce. Sono andato a vivere a Milano, poi sono tornato e mi sono rimesso a fare musica per il semplice piacere di farla. Ora faccio parte di un coro e mi piace molto, il “Goethe Choir”. Facciamo canzoni da tutto il mondo in tutte le lingue, molto variegato, molto inclusivo, mi trovo bene, abbiamo fatto tanti concerti nell’ultima stagione natalizia.»
«Proprio Maurizio Spicuzza ci faceva leggere tantissimo all’impronta: ci metteva davanti cataste di libri e ci diceva “Prendine uno, aprilo e leggi”, così senza sapere di che cavolo si stesse parlando. Abbiamo fatto molto esercizio, e per me da quegli anni leggere ad alta voce per gli altri è diventato un piacere. Ho fatto anche tante serate di letture, una cosa stupenda, quindi non c’è qualcuno per cui io non ho piacere di leggere. Tuttalpiù ho un piacere speciale attualmente a leggere per Diego, il mio partner, perché lo amo quindi mi piace moltissimo leggere per lui. Quando mia sorella era piccola avevo uno speciale piacere a leggere per lei, ora ha quattordici anni e ascolta ancora, però non c’è l’abitudine la sera di leggere per farla addormentare.»
«Non faccio teatro veramente da tanti anni, però me lo porto dietro comunque, mi ha dato un bel bagaglio, anche di bei libri da leggere. È divertentissimo da leggere il teatro. “Il tempo e la stanza” di Botho Strauss mi ha fatto innamorare, ma anche Pinter, ma anche Martin Crimp: un autore contemporaneo, vivente, che tratta le turbe della società contemporanea. È incredibile che più di dieci anni fa parlasse di cose che accadono oggi con molta più chiarezza. Molto spesso gli intellettuali hanno una visione più profonda e che gli permette di vedere le cose prima che accadano, perché le sentono. L’espressione teatrale come un’urgenza espressiva di racconto di storie.»
«Amo molto scrivere su carta: la mia prima creazione deve avvenire con la penna e la carta. Per me non è una questione di gusto o acquisizione di una posa, per me è una questione di occhio-mano-foglio. Io non ce la faccio a creare con la tastiera e lo schermo. A volte lo faccio forzatamente, però se scrivo per me sempre carta, sempre penna Bic nera.»
«Dal Newbookclub non mi aspetto nulla di diverso se non quello che mi ha dato finora: per me, quello che mi ha dato finora è tanto ed è quello di cui ho bisogno. Ovviamente se partono altre iniziative tipo “NBC At Home” a me fa piacere, comunque è conoscere dei luoghi diversi, persone diverse. Le iniziative le abbraccio, però quello che io mi aspetto è che l’essenza del Newbookclub non cambi. Perché non è solo quello di cui ho bisogno io, ma accoglie il bisogno di tante persone, tant’è vero che ad un evento ogni volta siamo una quarantina e ce ne sono altre di persone che si vogliono iscrivere…»
E voi? Quali sono le vostre passioni? Vi aspettiamo ai nostri incontri e alla prossima uscita di Volti per conoscerci meglio!
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