Ufficio oggetti smarriti. P03, era arrivato il suo turno e si ritrovò con la bocca asciutta per la tensione.
«Salve, cosa voleva reclamare?» le chiese distrattamente l’impiegato.
«S-salve, volevo sapere se qualcuno avesse per caso trovato uno zaino nero con dentro… ilmioentusiasmo». L’ultima parola la pronunciò quasi bisbigliando.
«Non ho capito, scusi»
«Dicevo… ho smarrito uno zaino nero, con dentro il mio entusiasmo»
«Ahh…! Uno zaino con l’entusiasmo!» rispose a voce alta l’addetto, facendole desiderare di sprofondare «Ma per quello deve andare all’ufficio emozioni smarrite, che si trova al piano -2; prenda l’ascensore, imbocchi il corridoio sulla destra, poi dalla seconda porta a sinistra salga una rampa di scale per l’ammezzato – ammezzato mi raccomando, non primo piano – e la terza porta a destra è la sua meta. Tutto chiaro? Si sbrighi perché stiamo per chiudere!» e così dicendo oscurò il vetro dello sportello.
«Veramente io non prendo l’ascensore» rispose spiazzata al suo stesso riflesso.
Non fece in tempo a bussare alla porta dell’ufficio che questa si spalancò e ne uscì un signore di mezza età che, a voce troppo alta, ammoniva l’addetto
«È una ver-go-gna!»
Aveva sicuramente perso la pazienza, e non ritrovata.
«Prego, si accomodi!» la invitò una voce maschile, affabile.
«Buongiorno, mi hanno detto di venire qui per reclamare…»
«Aspetti aspetti aspetti! Non me lo dica!» aggiunse divertito l’uomo «Intraprendenza?»
«Bel tentativo. Ma no, quella non l’ho mai avuta. Cercavo invece il mio entusiasmo»
«Ah, interessante… E mi dica, com’era fatto? Vediamo se lo trovo nel magazzino»
«Allora, era dentro uno zaino nero con una spilla di Ghost in the Shell e un ciondolo a forma di axolotl». L’addetto ricomparve dopo un paio di minuti, dicendo che non aveva la più pallida idea di cosa fosse un axolotl, ma che forse aveva trovato quello che cercavano.
«Non ci speravo, ma sì, è lui» confermò lei, ispezionando lo zaino. «Eppure lo ricordavo diverso, meno logoro forse. Probabilmente avrei fatto meglio a non metterlo in lavatrice nella speranza di cancellare i segni delle delusioni»
«Signora, lavoro qui da non so quanto tempo, e le assicuro che non mi capita spesso di riconsegnare entusiasmi, quindi mi permetta di darle un consiglio: la pianti di portarlo con sé in ogni occasione, ma soprattutto non lo carichi così tanto di aspettative. Lo usi solo in circostanze che sa che meritano, e penso che difficilmente si rovinerà o lo perderà di nuovo».
Lei prese lo zaino, ringraziò con sincera riconoscenza, e andò via.
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